Kodak lancia un nuovo sistema per proteggere il copyright dei fotografi

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Kodak ha lanciato sul mercato KodakOne, una piattaforma per la gestione dei diritti dell’immagine, e il KodakCoin, una criptovaluta, per garantire ai fotografi e alle agenzie il rispetto del copyright (con i relativi guadagni) anche sul web, finora rimasto incontrollabile.

La piattaforma KodakOne, progettata in collaborazione con Wenn Digital, si basa sulla tecnologia blockchain ed è in grado di creare un libro mastro digitale e criptato dei diritti sul quale i fotografi potranno registrare immagini vecchie e nuove, in modo da poter controllare in modo più efficiente e sicuro da chi e come vengono usate.
KodakOne, infatti, è in grado di analizzare continuamente il web e di scoprire se un’immagine registrata è stata rubata o usata in modo improprio. Quando viene rilevato un utilizzo senza licenza di immagini, la piattaforma KodakOne è in grado di rimborsare i fotografi. Oltre alla garanzia del rispetto delle licenze, appena effettuata una vendita il sistema permette anche di pagare puntualmente i fotografi in KodakCoin, la moneta virtuale collegata al progetto che diventerà la futura valuta all’interno di KodakOne.

L’offerta iniziale di KodakCoin si terrà il 31 gennaio 2018 ed è aperta agli investitori accreditati provenienti da Stati Uniti, Regno Unito, Canada e altri paesi (per maggiori informazioni:  www.kodakcoin.com). Il KodakCoin, infatti, è una moneta virtuale esattamente come il bitcoin, di cui tanto si parla ora dopo il notevole aumento del suo valore e la relativa bolla speculativa, che infatti si basa su una tecnologia blockchain come KodakOne.

Senza entrare nel merito della rischiosità di questo tipo di investimenti e della difficoltà di creazione delle monete virtuali, resta di sicuro interesse la possibilità di basare il controllo delle licenze delle immagini su una tecnologia blockchain.

Ma che significa blockchain?

Un’architettura blockchain (letteralmente, catena di blocchi) permette di costituire un database, cioè un deposito di dati, in continua crescita, non modificabile e, in teoria, protetto da manomissioni dolose. Tutto questo grazie a tecnologie come il peer-to-peer e la crittografia. Nel caso dei bitcoin, il database contiene tutte le transazioni con i bitcoin e la registrazione di quando sono state fatte e da chi. Una copia parziale o totale del database delle transazioni è custodita in ognuno dei nodi, cioè dei computer e dei dispositivi degli utenti che fanno parte della blockchain. Il rischio hacker c’è sempre, ma con un’architettura blockchain diventa così possibile registrare in modo indelebile e sicuro non solo i bitcoin, ma qualunque tipo di dato digitale. E tutti i dati sono conservati in una rete pubblica, senza più bisogno di server o reti che per motivi di sicurezza debbano restare privati e dipendenti da un controllo centrale.

Applicando la stessa tecnologia blockchain ai metadati delle immagini relativi al copyright si può creare allo stesso modo un registro  digitale, un database  distribuito in una rete senza controllo centrale, consultabile da tutti. Questo database può memorizzare  i dati relativi al copyright di una foto (autore, agenzia che lo rappresenta, licenze ecc.) e tutte le volte che viene pubblicata. A questo punto, chiunque usi quell’immagine non potrà farlo in modo improprio e/o senza pagare il dovuto. Questo, ovviamente, solo se l’immagine viene distribuita all’interno di una piattaforma blockchain dedicata come è appunto KodakOne.

Come avevo già scritto in un vecchio articolo su questo blog, da tempo si dice che tecnologia blockchain potrebbe essere la soluzione al problema enorme di come gestire i diritti legati alle immagini nel caos di internete e sicuramente Kodak, che è stata molto abile a convertirsi in questo settore, non sarà la sola monopolista a gestirlo.

Dopo la musica, forse anche il mondo dell’immagine sta trovando grazie alla tecnologia blockchain un sistema adeguato ai cambiamenti del mercato. O almeno la fiducia è alta, al punto che Kodak, un tempo mitica produttrice di pellicole che ha passato davvero un brutto momento a causa del passaggio dall’analogico al digitale, dopo l’annuncio del lancio di questa nuova piattaforma ha visto raddoppiare le sue quotazioni in borsa.